Il Metodo 5.8.6. in pillole
Da dove nasce il Metodo 5.8.6.
Il Metodo 5.8.6. nasce da oltre 25 anni di attività di consulenza organizzativa e strategica, come sistema di lettura pensato non solo per le imprese, ma per qualunque tipo di organizzazione — un ente, un’associazione, un’organizzazione politica — e persino per i processi decisionali di una singola persona.
L’idea di fondo è la stessa con cui si affronta la scalata di una montagna: si fissa la vetta, si individua la strada, si procede passo dopo passo pronti a cambiare rotta davanti agli ostacoli, con prudenza e con audacia, rispettando la montagna di cui si è ospiti.
Per molti anni, però, qualcosa è rimasto fuori da questo impianto: la coscienza — individuale e collettiva — che oggi è parte integrante del metodo.
Il principio di fondo: energia, coscienza, libero arbitrio
Tutto il metodo poggia su un principio semplice da enunciare e complesso da applicare: ogni organizzazione — un’azienda, un ente, un’associazione — è un sistema di energia, e si comporta secondo le stesse leggi fisiche che regolano le relazioni tra sistemi.
Dentro questo principio, ciò che determina davvero la direzione che un’organizzazione prenderà è la coscienza di chi la guida, insieme al libero arbitrio delle persone coinvolte: due sistemi che si incontrano si trasformano a vicenda, e non tornano mai più come erano prima.
«La coscienza e il libero arbitrio devono essere fenomeni quantistici»
Federico Faggin, fisico, in un’intervista ad Avvenire
i 5 anelli
LA MAPPA PER LEGGERE QUALUNQUE ORGANIZZAZIONE
Il primo strumento del metodo è la Dottrina dei Centri di Gravità, chiamata anche Strategia dei 5 Anelli: cinque punti di osservazione da cui leggere qualunque sistema complesso, che sia un’azienda, un ente, un’associazione o una singola persona.
I cinque centri di gravità di ogni sistema
Anello Risponde a:
1. Leadership.
2. Organismi principali.
3. Infrastrutture.
4. Influenzamento.
5. Difese.
Nessuno dei cinque anelli, da solo, spiega un’organizzazione per intero: vanno letti insieme, uno dopo l’altro, senza mai dimenticare i precedenti. Un’ottima leadership senza organismi capaci di sostenerla resta un’intenzione; ottimi organismi senza infrastrutture per farli circolare restano invisibili; infrastrutture perfette senza chi le riconosca restano inutilizzate; una rete di relazioni solida senza difese lascia il sistema esposto alla prima minaccia seria.
le 8 fasi del cambiamento
COME IMPOSTARE E LEGGERE IL CAMBIAMENTO
Ogni volta che un’organizzazione ne incontra un’altra, o decide di trasformarsi, attraversa otto fasi riconoscibili:
1. Creare il senso di urgenza
2. Formare un gruppo che diriga il cambiamento
3. Creare una visione
4. Comunicare la visione
5. Mettere le persone in condizione di agire
6. Pianificare e creare successi a breve termine
7. Consolidare i cambiamenti e introdurne di nuovi
8. Istituzionalizzare i nuovi approcci, potenziare la leadership diffusa
i 6 GRADI DI SEPARAZIONE
LE RELAZIONI
Qualunque persona è separata da qualunque altra persona sul pianeta da un massimo di sei passaggi di conoscenze: è la teoria alla base della costruzione del consenso, e influisce su leadership, influenzamento e difese.
Più l’ambiente è ristretto e più una persona ha relazioni, maggiore è l’efficacia dei sei gradi: spesso, entro due soli passaggi, si trovano già tutti i contatti che servono.
PENSARE E AGIRE 5.8.6.
DALLA TEORIA ALLA PRATICA
Conoscere i cinque anelli, le otto fasi e i sei gradi non basta: il metodo diventa davvero utile solo quando smette di essere una teoria e diventa un modo abituale di guardare ogni situazione.
Il punto di partenza resta sempre lo stesso: la propria coscienza. Sun Tzu, nell’Arte della Guerra, lo scriveva già duemilacinquecento anni fa — prima di ogni mossa bisogna conoscere sé stessi e conoscere chi si ha di fronte. È lo stesso principio su cui si fonda ogni Check-up 5.8.6.
